Il sacrificio del cervo sacro: nessuno si salva dalla mediocrità umana.

Il sacrificio del cervo sacro (Yorgos Lanthimos, 2017), è un film che lascia abbastanza sconcertati.

Si presenta come un thriller psicologico e lascia veramente a bocca aperta la piega che la storia prende a un certo punto, quando diventa chiaramente magica, per non dire maledetta o assurda.

Steven, interpretato da Colin Farrell, è un cardiologo rinomato con una moglie e due figli.
Il film inizia subito forte con una scena che impressiona: un cuore in primo piano durante un intervento chirurgico e subito dopo le note di una musica altrettanto inquietante che preannuncia ciò che di illogico e inspiegabile accadrà a breve.

Steven di nascosto dalla moglie, incontra spesso un ragazzo della stessa età di sua figlia. Subito capiamo che ha un qualche legame con lui. All’inizio pensavo fosse il padre, ma attenzione, non è così.
Martin è il figlio di un paziente che Steven non ha salvato.
E qui si gioca tutto il film.

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Il ragazzo, all’apparenza innocuo e senza alcuna pretesa, comincia a infilarsi a forza nella vita del chirurgo arrivando a conoscere tutta la sua famiglia e a far innamorare di lui la giovane figlia di Steven.
Da qui inizia l’incubo.

Si scopre che Steven era ubriaco quando ha operato il padre di Martin e il ragazzo, indovinate un po’, vuole vendicarsi.
In che modo? Ricattando il chirurgo e dicendo che deve scegliere una persona della sua famiglia che deve morire.
Così saranno pari.

Naturalmente Steven non cede, ma presto scoprirà che se non esegue quell’ordine, tutti moriranno, a partire dai suoi figli. Prima rimarranno paralizzati, e poi moriranno.

Insomma, una storia alquanto particolare, folle, assurda.
Le scene sono molto forti, il ritmo è lento, e c’è un costante senso di oppressione.
È chiaro fin dall’inizio che accadrà qualcosa di terribile e in effetti accade in tutto e per tutto.

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Ovviamente si tratta di un sacrificio perchè qualcuno deve pagare per tutto quello che è successo e che deve ancora accadere.

Ti lascia con il fiato sospeso, ti mette inquietudine e soprattutto, arrivi alla fine che non hai capito se quel ragazzo aveva davvero un potere nascosto o semplicemente la sua era una vera e propria maledizione.

In ogni caso, la scelta di cosa sia, viene lasciata al lettore.
Ma non è questo quello che conta bensì il mettere a nudo le fragilità di un’intera famiglia, così perfetta, così fredda, così apparentemente armonica rinchiusa nella sua bolla gelida.

Nicole Kidman è una moglie distante, ma una madre piuttosto paziente e stranamente capace di accettare l’inevitabile.
Il sacrificio di un membro della famiglia, il cervo sacro, appunto, che riporta l’antico ordine delle cose.

C’è qualcosa di malvagio in tutto questo, tanto malvagio, ma la storia è così. Lo scandalo di un genitore che sceglie di uccidere per salvare tutto il resto e un ragazzino che escogita un piano e alla fine vince.
Le metafore sono tante, i giochi pericolosi e alla fine forse non è tutto chiaro come dovrebbe.

Questo film sembra essere adatto ai palati più fini, così silenzioso, metodico, con il passo pesante e opprimente, ma in fin dei conti il messaggio è chiaro: nessuno si salva dalla mediocrità umana.

VOTO.
Generale: ⭐⭐
Riflessioni: ✏️✏️✏️
Emozioni: ❤️❤️
Suspense: 😮 😮
Azione: 👊
Consigliato: SI. (Solo per gli amanti del genere.)

locandina

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