Il re: un eroe senza grandi emozioni.

Il re, (2019), è il nuovo film prodotto da Netflix, in prima visione proprio in questi giorni.

Un film che attinge all’opera Enrico V di William Shakespeare e che ripercorre la vita e le gesta di uno dei re più acclamati dell’Inghilterra.

Il protagonista, Enrico V, (Timothée Chalamet), è un giovane ribelle, ripudiato dal padre e dedito esclusivamente all’alcol. Quando il vecchio re muore di malattia, il trono è destinato al figlio più piccolo, ma quando anch’egli muore, il giovane ribelle Hal è costretto a diventare il nuovo re.

Il suo percorso formativo è un’ascesa a dir poco difficile.

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Tutti lo considerano un ubriacone, uno sfacciato, un inutile ragazzino che non ha le potenzialità, nè le qualità per guidare un regno come quello inglese.
La sua personalità, sia prima che dopo l’incoronazione, rimane quasi intatta.
Egli non condivide la vita di corte, non condivide la politica del padre nè la vita che conduce il fratello.

Insomma è un vero ribelle, ma la sua testardaggine si placa lentamente quando sale al trono e si rende conto di quanto sia difficile regnare, soprattutto alla sua età.

Il peso della corona è un fardello che nessuno è in grado di sopportare soprattutto per un motivo: la solitudine.
Il suo vecchio amico, Thomas, compagno di bevute, gli dirà che un re non ha amici, ma solo sudditi e nemici.

Hal, purtroppo, fa troppo tardi tesoro di questa consapevolezza e impiegherà un po’ di tempo a diventare il re che l’Inghilterra merita.

La rappresentazione di Enrico V è dettagliata, l’attore riesce a interpretarlo abbastanza bene, anche se sul suo viso appare fin troppo spesso un’espressione cupa e tormentata che lascia poco spazio ad altri stati d’animo.

Le scene sono piene di pathos, c’è violenza, crudeltà, e soprattutto, c’è la guerra, con i suoi inganni e le sue mistificazioni.
Enrico non ne uscirà indenne, ma sicuramente sarà più maturo e pronto a regnare.

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Un film godibile dal punto di vista delle atmosfere, delle musiche e delle scene che colpiscono per il loro realismo e per la forte introspezione.

Il ritmo è a tratti lento, ma nella seconda parte del film scorre tutto molto più velocemente, grazie anche alla visione della battaglia di Azincourt, la più celebre della guerra dei Cent’anni.

Più di una volta ho avuto la sensazione che il film potesse esplodere, ma non lo ha fatto. È stato un po’ come l’espressione taciturna, introversa, di Timothée Chalamet, sempre la stessa. Bella, introspettiva, senza dubbio, ma solo e soltanto quella. Ho sperato che da un momento all’altro le emozioni mi travolgessero, ma non è accaduto. È rimasto tutto dentro, non sono riuscita a toccarlo, a farmi coinvolgere.

È stato tutto come un grande e bellissimo quadro, che apprezzi per la fattura, per la mano del pittore, per ciò che rappresenta, ma ti manca la sensazione che qualcosa ti afferri la gola e ti blocchi. Ti incateni e ti conquisti. Un vero peccato.

Insomma, Il re, non è un film indimenticabile, ma per chi ama il genere è una piacevole visione.

VOTO.
Generale: ⭐⭐
Azione: 👊👊👊
Riflessioni: ✏️✏️
Emozioni: ❤️
Suspense: 😮
Consigliato: SI.

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