Lo chiamavano Jeeg Robot: un vero eroe è umano.

Lo chiamavano Jeeg Robot, (Gabriele Mainetti, 2015), è un film che sorprende. Un successo a suo tempo che nessuno si aspettava; una storia che forse, essendo fantastica, non si pensava potesse riuscire a colpire il pubblico per il suo realismo e la sua verità.

Enzo, il protagonista, è un ladro come tanti che vive a Roma. La prima scena del film a cui assistiamo è la sua corsa mentre tenta di scappare dalle guardie, poichè ha appena rubato un orologio.
Per puro caso finisce in acqua e senza rendersene conto entra in contatto con arnesi contenenti materiali chimici che intaccheranno il suo corpo e le sue cellule dando avvio alla nascita del supereroe.
Trattasi di Jeeg Robot, appunto.

Enzo vive in un appartamento sporco e malandato, i suoi mobili sono distrutti, il suo frigorifero rotto, e l’unico cibo presente sono jogurt dal contenitore giallastro il cui gusto è indecifrabile.

coverlg_home

Enzo è un ladro, non ha amici, odia i contatti sociali, odia le persone per meglio dire e non ha rapporti o legami con nessuno, se non quelli con la banda di criminali di un certo Fabio per piazzare ciò che ruba e guadagnarne qualche soldo che gli permetta di sopravvivere.

Sarà proprio l’incontro con uno degli uomini di questa band che lo condurrà al punto di svolta. Coinvolto in una sparatoria, viene ferito, precipita dal nono piano e miracolosamente non muore.
Da questo momento in poi si renderà conto di essere cambiato; è diverso; è un’altra persona e possiede una forza soprannaturale.
Una forza che effettivamente nessun essere umano può permettersi.

La prima cosa che gli viene in mente per sfruttare questa forza è rapinare un bancomat. E quando dico rapinare intendo proprio staccarlo dal muro e portarselo a casa.
Purtroppo, però, nonostante la situazione possa sembrare felice, qualcosa va storto.

Lo-chiamavano-Jeeg-Robot-1280x720

L’uomo della banda con cui Enzo era alla sparatoria, muore. La figlia, Alessia, una ragazza con problemi psicologici e abusata dal padre fin da piccola, capisce che Enzo sa che fine ha fatto il padre e non vuole lasciarlo.

Il nostro eroe si ritrova a badare a una ragazza che ha il cervello di una bambina innamorata di Jeeg Robot, e proprio grazie alla sua fantasia un po’ pazza, identificherà la forza soprannaturale di Enzo con la figura di Jeeg Robot.
Enzo, da criminale, diventerà il suo eroe.

Ma non solo. Diventerà l’eroe di tutta la città nonostante sia un ladro.
Combatterà a modo suo contro la banda di criminali di Fabio e attraverso una serie di scene a volte divertenti, altre profonde e riflessive, scoprirà cos’è l’affetto e cosa significa tenerci veramente per qualcuno.

Il film è realizzato molto bene, non ci sono punti morti, le scene sono veloci, piene di azione, ma il fiore all’occhiello sono gli attori e i personaggi che lo interpretano.
Enzo, (Claudio Santamaria), è perfetto nel ruolo dell’eroe per caso dallo sguardo sempre imbronciato, gli occhi diffidenti, la paura di essere scoperto sempre addosso, l’inquietudine di essere un criminale e la fame che ti spinge a fare cose impensabili. È un personaggio controverso, impossibile da non amare, è il classico eroe sbagliato che però convince e colpisce al cuore. Non sa amare, non sa parlare, non sa rapportarsi con nessuno perchè ha sempre odiato la gente e poi si ritrova a essere un supereroe e a salvare proprio quelle persone che ha cercato di tenere sempre lontano.

Fabio, (Luca Marinelli), è un cattivo con i fiocchi. Un’interpretazione credibile, che buca lo schermo, con quello sguardo un po’ folle e un po’ maligno che diverte e spaventa nello stesso momento.

Alessia, (Ilenia Pastorelli), è una giovane donna con un passato terribile che crede nella fantasia, che non distingue la realtà dal sogno e proprio per questo aiuta Enzo a riscoprire il suo lato più umano, rendendolo l’eroe di cui la città ha bisogno.

lo-chiamavano-jeeg-robot-1200x630

Lo chiamavano Jeeg Robot è un film riuscito sotto tutti i punti di vista, grazie agli attori e a una sceneggiatura realistica, credibile, che mette in contatto il pubblico con l’anima dei protagonisti nel bene e nel male.

È un film, che nonostante la tematica irreale e fantastica, presenta protagonisti che non sembrano figure cinematografiche, ma uomini e donne reali, presi dalla nostra realtà quotidiana. In questo modo, è tutto più credibile e fruibile. Le espressioni dei loro volti rendono umane le loro storie e sembra quasi di viverle insieme a loro. È come se la loro umanità riuscisse a toccare la nostra, commuovendoci e convincendoci che una storia così non è del tutto impossibile.

VOTO.
Generale: ⭐⭐⭐⭐
Emozioni: ❤️❤️❤️❤️
Riflessioni: ✏️✏️✏️

Azione: 👊👊👊
Suspense: 😮
Consigliato: SI.

12694759_10208302172774878_9190272548608005528_o

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...