Suburra 3: solo Roma è eterna, il resto è ossa e polvere.

Suburra 3, (Netflix, 2020), è arrivato alla sua terza stagione, l’ultima tra l’altro. Un finale che non mi ha convinto molto e una storia che ha perso molto del suo fascino dal lontano 2017, quando è partita con la prima stagione.

Aureliano e Spadino adesso comandano Roma. Li abbiamo visti, tra le varie puntate delle stagioni precedenti, prima conoscersi, poi attaccarsi, infine appoggiarsi l’un l’altro, pur appartenendo a due mondi completamente diversi. Aureliano è di Ostia, mentre Spadino è uno zingaro. Entrambi rappresentanti di una lotta in cerca del potere che idealmente dovrebbe vederli agli antipodi, in netto contrasto sia per ideologia ma anche per carattere e per personalità, e invece sono proprio le loro diversità ad unirli fino alla fine.

Aureliano cresce, così come cresce Spadino. Inizialmente erano in tre. C’era anche Lele, l’amico che diventa poliziotto e che al contempo si unisce a loro per conquistare il potere criminale di Roma. Nella seconda stagione, Lele muore, si uccide perchè non riesce a sopportare il peso troppo grande di questa guerra tra Bene e Male che lo ha logorato dentro. Si sente marcio, sporco, non si sente più degno di vivere. E così, la terza stagione, si apre con i due amici che sono pronti a conquistare il potere da soli.

Pronti a uccidere chi comanda, per arrogarsi ogni diritto. Pronti a minacciare la Chiesa, a consolidare i loro legami con la politica, a torturare, ricattare e soprattutto ordire piani oscuri e contorti pur di tenere lontano chi vuole usurpare il loro potere. Un potere guadagnato a fatica che li mette continuamente a confronto con realtà che sono evidentemente più grandi di loro, e che loro sono troppo ciechi per accorgersene.

Aureliano è quello più forte, il combattente, l’istinto a servizio del braccio che agisce senza rimorso. È pronto a tutto per coronare il suo sogno anche se sa perfettamente che deve pensare per due, deve lottare per due e deve difendere per due. Perchè nonostante la fiducia, l’onestà e la totale considerazione e rispetto di Spadino, lo zingaro è il più debole, quello che non può proteggere nessuno, perchè deve essere protetto.

Il loro rapporto diventa sempre più solido, con il crescere delle difficoltà. Spadino si sposa, vuole bene ad Angelica, ma non la ama. La sua natura lo trascina inevitabilmente verso quell’amico, capo, uomo, verso cui prova un rispetto e un affetto incondizionati. Nonostante ciò tenterà di fare qualunque cosa per proteggere sua moglie, il bambino che sta per nascere e la sua famiglia quando scoprirà che Manfredi, suo fratello fino ad allora in coma, si è risvegliato, ed è già pronto a ricattare e a stringere nuove alleanze per tornare al potere.

Aureliano è diviso tra la conquista di Roma e l’amore per Nadia, questa donna forte quanto un uomo, pronta a tutto per difenderlo e che mostra più di una volta di non aver bisogno di essere difesa. È una vera roccia per lui, un punto fermo, una garanzia che anche in una vita sporca e sudicia, può esserci qualcosa di pulito. Pulito come il loro sentimento.

Intanto gli intrecci tra la Chiesa e la politica s’infittiscono, il personaggio di Amedeo Cinaglia, quello che all’inizio era l’uomo buono, con una famiglia e un ruolo rispettabile, finisce per diventare il vero cattivo di tutta la storia.

Se pensavamo che Aureliano o Spadino fossero destinati a comandare, beh, ci sbagliavamo di grosso. In questa terza stagione, piuttosto frettolosa, mi hanno dato l’idea di due ragazzini che non si rendono conto che il gioco è finito da un pezzo. Troppo solidali tra loro, troppo impegnati a rincorrere altri problemi che non siano quelli che finiscono con la parola Roma. E Roma non perdona. Essa pretende tutta l’attenzione, e loro, ahimè, non sono stati in grado di dargliela.

Mi sono apparsi superficiali, non del tutto convinti, catturati da sensi di colpa, nostalgie, faide familiari, e melensi sentimentalismi che hanno minato il loro già precario ruolo di imperatori. Perchè se la criminalità di Roma necessita di un nuovo capo, quel capo non lo si può fare in due. Samurai ha comandato Roma per così tanto tempo perchè era solo, non aveva nessun legame, e soprattutto, tutto sembrava fuorchè uno che comanda.

Aureliano e Spadino sono arroganti, prepotenti, faccendieri di buffonate che potrebbero risolversi in modo meno plateale. Quando chiedono le carte per comandare Roma, ossia tutte le documentazioni che un tempo erano gestite da Samurai, dove sono riportati i nomi e i legami di tutti i più importanti esponenti della città, riguardanti tutti gli ambienti, gli viene detto, con giusta ragione, a mio avviso, che Roma non si comanda con le carte, ma con il potere, e loro non ce l’hanno. Anche quando stanno per sfiorarlo, lo perdono prima ancora di stringerlo perchè non sono nati per Roma, non sono nati per assoggettare un Impero.

Questa terza stagione mi ha catturato per le musiche, per le scene, i colori scuri e piovigginosi, per i dialoghi serrati, per le frasi ad effetto, ma mi ha deluso per tutto il resto. Il finale è stato una vera delusione. Ma lo sono stati anche i due protagonisti, trascinati più che da se stessi, da un destino che non sono riusciti a plasmare.

Sei episodi in cui accade di tutto e spesso senza una vera logica. Forse sentivano il bisogno di concludere presto questa serie? O forse non sapevano come farla finire? Certo è che discostandosi ampiamente dal film omonimo da cui prende ovviamente inspirazione, la serie TV s’incentra principalmente sul rapporto tra Aureliano e Spadino mettendo a confronto due uomini completamente diversi. Il primo perfettamente in linea con la figura tipica del criminale, che però acquista lentamente umanità; il secondo agli antipodi rispetto all’uomo forte e privo di scrupoli che siamo soliti vedere in queste faccende ad ampio raggio criminale. È lui il personaggio più interessante di questa terza stagione mentre della seconda era Aureliano. Entrambi crescono, maturano, affinano le loro armi ma non basta. Non è abbastanza per tenersi stretta Roma.
Perchè Roma ti sfugge. 
Roma è eterna.
Tutto il resto è ossa e polvere.

VOTO.
Generale: ⭐⭐⭐
Azione: 👊👊👊👊
Riflessioni: ✏️✏️✏️✏️
Suspense: 😮😮😮
Emozioni: ❤️❤️❤️
Consigliato: SI.

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