Macchine mortali: le città camminano e gli uomini? Si odiano, come sempre.

Macchine mortali (Christian Rivers, 2018), è un film molto particolare, naturalmente tratto da un romanzo di Philip Rivers, che è una trilogia steampunk adatta a un pubblico prevalentemente giovane.

La storia è molto fantasiosa, incentrata su un futuro distopico in cui non esiste più nulla, e gli unici sopravvissuti vivono su città che camminano e che raccolgono popolazioni intere.
Beh, dirlo a parole è un conto, ma vederlo con i propri occhi è decisamente diverso.

Londra è la città più forte, si muove indisturbata, corre, e soprattutto è una predatrice, di quelle più sinistre e inquietanti.
Predare cosa significa esattamente?

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Le macchine più forti – ossia le città più forti – si appropriano di quelle più piccole, le inglobano letteralmente.
In linea di massima, se la gente si sottomette, le persone non vengono uccise, ma la vincitrice si appropria di tutto ciò che quella città catturata possiede.

In un mondo dimenticato da tutto, dove niente è più impossibile, vediamo paesaggi straordinari, distrutti e inanimati, attraversati per cielo e per terra da queste città-macchine che lottano tra loro e cercano in tutti i modi di sopravvivere.
L’eroina di questa pellicola è Hester, una ragazza che viene catturata insieme alla sua gente e che riconosce in uno dei più importanti esponenti dei vincitori, l’uomo che ha ucciso sua madre.

Indi, il suo scopo diventerà uno solo: ucciderlo per vendicare sua madre.
Presto, però sarà scoperta e fuggirà insieme a Tom, giovane un po’ maldestro che deciderà di aiutarla in questa battaglia.
I due affronteranno pericoli, e creature pericolose per poi vivere sulla propria pelle la distruzione del mondo.

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Londra vuole impossessarsi di tutto e per farlo è pronta a lanciare una bomba che frantumerà qualsiasi cosa.
La realizzazione della pellicola è spettacolare. I colori cupi ma d’effetto, i dialoghi serrati e c’è tantissima azione.

Immaginate un mondo in cui le città hanno le ruote e possono spostarsi.
Trovo questa idea fantastica.

Un po’ meno quella di aver messo a capo di tutto l’Inghilterra, ma questo non è altro che il riflesso ancora vivo della rivoluzione industriale.
Tra scene d’azione, momenti di commozione e sentimenti che volteggiano nell’aria, Macchine Mortali è un distopico molto diverso da quello a cui siamo abituati.
Dove, ovviamente, prevale la lotta tra bene e male, ma in una chiave originale e futuristica.
Surreale e quasi magica.

Un film che non ha riscosso un grosso successo, ma che io ho apprezzato per l’originalità, l’azione e la realizzazione così futuristica, ma capace di impressionare e di lasciare a bocca aperta.
Del resto, anche se le città camminano, gli uomini restano sempre gli stessi: si odiano. Che novità.

VOTO.
Generale: ⭐⭐⭐
Azione: 👊👊👊👊
Emozioni: ❤️❤️❤️
Riflessioni: 
✏️✏️
Suspense: 😮😮 
Consigliato: SI.

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